Degli Amerindi, che si opposero a lungo agli Europei, non rimane quasi traccia. Colonizzato nel XVII secolo, Portoghesi e Spagnoli si contesero il Paese per molto tempo. Nel 1777 la regione venne annessa alla colonia spagnola dell'Argentina, ma nel 1817 i Portoghesi la conquistarono nuovamente. Nel 1828 l'Uruguay ottenne l'indipendenza, ma subito dopo fu sconvolto dalla guerra civile tra i blancos e i colorados, a fianco dei quali combatte anche Garibaldi. Stipulata la pace, l'Uruguay poté finalmente dedicarsi al risanamento della propria economia. Nel XX secolo si sono alternati periodi di floridità economica a periodi di crisi, ma la situazione è diventata allarmante quando, nel 1976, i militari hanno preso il potere. Infatti nel 1984, al termine di 8 anni di dittatura, il Paese era in rovina. Oggi cerca con fatica di risollevare l'economia.
La popolazione è prevalentemente bianca (90%), discendente dei coloni spagnoli, italiani, greci, giunti in gran numero sopratutto nel XIX secolo.
La lingua ufficiale è lo spagnolo e la maggior parte degli abitanti segue la religione cattolica. Il livello di vita si è abbassato negli ultimi anni in seguito alla crisi economica e sociale: grave il problema dell'inflazione, mentre l'assistenza sanitaria, buona nelle città, rimane carente nelle campagne. L'istruzione è obbligatoria.
La popolazione è concentrata nella fascia costiera centrale. La capitale, Montevideo (1.248.00 abitanti), unica grande metropoli, è una città di aspetto europeo, rinomata per le belle spiagge.

L'industria risulta sviluppata. sopratutto quella alimentare (prodotti zootecnici), tessile (lavorazione della lana), conciaria, chimica e meccanica.
Montevideo è il principale porto e aeroporto del Paese. In via di sviluppo il turismo.
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