LA NUOVA POLITICA ECONOMICA DI LENIN
Una volta eliminati i pericoli di una controrivoluzione, Lenin impostò un programma per risolvere il problema della ripresa economica dell Russia, concedendo una certa liberalizzazione del mercato agricolo e un certo respiro all'iniziativa privata, che aveva pagao lo scotto più caro al comunismo di guerra.
Nacque così la N.E.P. (Nuova Politica Economica), che non si proponeva nessun obbiettivo rivoluzionario, ma cercava di introdurre all'interno dell'economia socialista alcuni elementi dell'economia di mercato. Lo Stato avrebbe continuato a controllare lo sviluppo economico, ma, al tempo stesso, avrebbe consentito una certa libertà nell'attività agricola e nell'iniziativa privata. Ai piccoli proprietari contadini vennero imposte tasse meno pesanti; la piccola industria potè svilupparsi e fu consentita una certà libertà di commercio. Il periodo di N.E.P. (1921-1928) fu caratterizzato anche da altre iniziative di governo, come la lotta contro l'analfabetismo, diffusissimo in Russia degli Zar, e la creazione dell'organizzazione sanitaria ed assistenziale che fu estesa a tutta la Russia.
Lenin però non riuscì a vedere realizzato il suo programma. Dopo appena due anni dall'inizio del nuovo corso economico (1924), dopo una lunga malattia, colui che era stato l'artefice della più sconvolgente rivoluzione socialista di tutti i tempi moriva. La sua era stata un'operazione chirurgica violenta, condotta sul corpo di un Paese esangue, sfiancato da una guerra costosissima, con piaghe antichissime, come quella della grande povertà dei contadini, con un capitalismo molto fragile.
Lenin, da marxista di ferro come si ritenne, aveva sperato che la sua rivoluzione avrebbe trovato adepti nel proletariato di tutto il mondo. Adesioni, influenze, collaborazioni ci furono, ma la rivoluzione mondiale non si verificò.
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sabato 2 maggio 2015
venerdì 1 maggio 2015
La Rivoluzione Russa (9di10)
IL NUOVO POTERE SOVIETICO REPRIME OPPOSITORI ESTERNI ED INTERNI
Per difendere la rivoluzione e la "dittatura del proletariato" Lenin condusse una lotta serrata contro tutti i nemici esterni ed interni. Furono prese misure estreme, come la creazione di una Commissione straordinaria (Ceka), che istaurò in Russia un vero e proprio terrore rosso contro la borghesia e tutti coloro che ostacolavano l'azione di governo rivoluzionario. Furono anche attuate decisioni drastiche in campo economico (Comunismo di guerra), che prevedevano il controllo assoluto dello Stato su tutta la produzione agricola ed industriale.
Nel 1921, dopo lunghi e violentissimi scontri caratterizzati da crudeltà reciproche fra l'Armata Rossa rivoluzionaria e l'Armata Bianca (composta dalle forze antisovietiche), il pericolo di una invasione estrena fu eliminato. Anche il rischio di una controrivoluzione all'interno da parte degli oppositori politici era stao scongiurato frazie alla dura politica repressiva instaurata dal Lenin.
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Per difendere la rivoluzione e la "dittatura del proletariato" Lenin condusse una lotta serrata contro tutti i nemici esterni ed interni. Furono prese misure estreme, come la creazione di una Commissione straordinaria (Ceka), che istaurò in Russia un vero e proprio terrore rosso contro la borghesia e tutti coloro che ostacolavano l'azione di governo rivoluzionario. Furono anche attuate decisioni drastiche in campo economico (Comunismo di guerra), che prevedevano il controllo assoluto dello Stato su tutta la produzione agricola ed industriale.
Nel 1921, dopo lunghi e violentissimi scontri caratterizzati da crudeltà reciproche fra l'Armata Rossa rivoluzionaria e l'Armata Bianca (composta dalle forze antisovietiche), il pericolo di una invasione estrena fu eliminato. Anche il rischio di una controrivoluzione all'interno da parte degli oppositori politici era stao scongiurato frazie alla dura politica repressiva instaurata dal Lenin.
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sabato 25 aprile 2015
I nuovi venuti
L'impero romano ha iniziato la sua fase discendente, a cui poi è seguito il collasso, il 9 agosto del 378 dopo Cristo con la sconfitta di Adrianopoli a mano dei Goti e dei loro alleati.
La Storia non sempre si ripete, ma ha spesso forti attinenze con il passato. Quello che è successo allora all'Europa romana con l'afflusso incontrollato dei cosiddetti "barbari" da Oriente, potrebbe avvenire oggi alla UE con un'invasione da Sud. Oggi, come allora, la gestione di questi giganteschi esodi è detta "umanitaria". I Goti erano in fuga terrorizzati dall'avanzare degli Unni e chiesero ai Romani di poter varcare il Danubio, confine naturale dell'impero. Dopo qualche settimana, a seguito della decisione dell'imperatore Valente che promise oltre ai soccorsi umanitari anche casa e lavoro, i Romani acconsentirono ad accogliere i Goti, questo in realtà soprattutto per motivi venali. Vedevano infatti nei "barbari" nuovi schiavi per le loro terre, mercenari da inserire nel loro esercito come carne da cannone, manodopera a basso costo da sfruttare. L'accoglienza dei Goti nell'impero era subordinata alla possibilità di nutrirli, quindi all'arrivo di derrate alimentari da Roma che però si perdevano lungo il percorso grazie a funzionari corrotti. L'affluenza iniziale, in qualche modo regolamentata con l'identificazione dei nuovi venuti, si trasformò ben presto in una rotta incontrollabile. Erano troppi. I Goti affamati e isolati in accampamenti di fortuna capirono che alle promesse non sarebbero seguiti i fatti e ben presto si ribellarono e si organizzarono fino a creare un vero e proprio esercito. Uno storico romano, Ammiano Marcellino, riporta nelle sue memorie che i Goti erano una "plebs truculenta e ci si dava un gran da fare perché non rimanesse indietro nemmeno uno di quelli che avrebbero sovvertito lo Stato romano; nemmeno i moribondi lasciavano indietro". Insomma, il nemico in casa con l'aiuto dell'esercito romano fino ad Adrianopoli. Il grande flusso migratorio dall'Africa e dal Medio Oriente, un vaso di Pandora creato dalle guerre esportate dagli USA e dall'Europa per affermare la democrazia (sic), quando si arresterà? E come si arresterà? La UE reggerà a un futuro esodo di massa di milioni di persone? Ci sarà in alcuni Paesi un Partito islamico di maggioranza? L'ISIS aprirà delle ambasciate a Roma e a Berlino?
Trentadue anni dopo Adrianopoli, Il 24 agosto 410, avvenne il Sacco di Roma condotto dai Visigoti di Alarico I.
La Storia non sempre si ripete, ma ha spesso forti attinenze con il passato. Quello che è successo allora all'Europa romana con l'afflusso incontrollato dei cosiddetti "barbari" da Oriente, potrebbe avvenire oggi alla UE con un'invasione da Sud. Oggi, come allora, la gestione di questi giganteschi esodi è detta "umanitaria". I Goti erano in fuga terrorizzati dall'avanzare degli Unni e chiesero ai Romani di poter varcare il Danubio, confine naturale dell'impero. Dopo qualche settimana, a seguito della decisione dell'imperatore Valente che promise oltre ai soccorsi umanitari anche casa e lavoro, i Romani acconsentirono ad accogliere i Goti, questo in realtà soprattutto per motivi venali. Vedevano infatti nei "barbari" nuovi schiavi per le loro terre, mercenari da inserire nel loro esercito come carne da cannone, manodopera a basso costo da sfruttare. L'accoglienza dei Goti nell'impero era subordinata alla possibilità di nutrirli, quindi all'arrivo di derrate alimentari da Roma che però si perdevano lungo il percorso grazie a funzionari corrotti. L'affluenza iniziale, in qualche modo regolamentata con l'identificazione dei nuovi venuti, si trasformò ben presto in una rotta incontrollabile. Erano troppi. I Goti affamati e isolati in accampamenti di fortuna capirono che alle promesse non sarebbero seguiti i fatti e ben presto si ribellarono e si organizzarono fino a creare un vero e proprio esercito. Uno storico romano, Ammiano Marcellino, riporta nelle sue memorie che i Goti erano una "plebs truculenta e ci si dava un gran da fare perché non rimanesse indietro nemmeno uno di quelli che avrebbero sovvertito lo Stato romano; nemmeno i moribondi lasciavano indietro". Insomma, il nemico in casa con l'aiuto dell'esercito romano fino ad Adrianopoli. Il grande flusso migratorio dall'Africa e dal Medio Oriente, un vaso di Pandora creato dalle guerre esportate dagli USA e dall'Europa per affermare la democrazia (sic), quando si arresterà? E come si arresterà? La UE reggerà a un futuro esodo di massa di milioni di persone? Ci sarà in alcuni Paesi un Partito islamico di maggioranza? L'ISIS aprirà delle ambasciate a Roma e a Berlino?
Trentadue anni dopo Adrianopoli, Il 24 agosto 410, avvenne il Sacco di Roma condotto dai Visigoti di Alarico I.
domenica 12 aprile 2015
La Rivoluzione Russa (8di10)
SI CONSOLIDA IL POTERE DEI SOVIET
Il nuovo governo emanò subito una serie di decreti destinati a cambiare il volto della Russia e a separarla nettamente dalle tradizioni della democrazia occidentale. Venne abolita la proprietà privata della terra, che i Soviet locali dovevano distribuire a chi la lavorara; le fabbriche furono poste sotto controllo degli operai; vennero istituiti i tribunali del popolo, a cui venne affidata l'amministrazione della giustizia; tutte le banche furno nazionalizzate; la Chiesa fu separata dello Stato; la libertà di stampa fu fortemente limitata. In seguito, il 10 luglio 1918, gli organi del partito divennero organi dello Stato con la proclamazione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica.
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| Riunione del Soviet di Pietrogrado, 1917. |
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La Rivoluzione Russa (7di10)
NELL'OTTOBRE 1917 SCOPPIA LA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA
Il 10 ottobre Lenin rientrò a Pietroburgo ed espose le sue idee per una rapida azione rivoluzionaria. Il 12 venne costituito un Comitato militare rivoluzionario, la cui presidenza fu affidata a Trotzkij e di cui faceva parte anche Stalin, redattore capo della Pravda. Il comitato disponeva di circa 12.000 guardie rosse e 30.000 soldati. Le armi erano state fornite dagli operai delle indutrie belliche.
Il 24 ottobre 1917 le guardie rosse e i soldati occuparono i punti chiave della città e accerchiarono il Palazzo d'Inverno, sede del governo, dove erano riuniti i ministri, ad eccezione di Kerenskij, fuggito in tempo.
Il palazzo fu invaso e i ministri arrestati.
Venne formato un governo, denominato Soviet dei Commissari del Popolo, la cui presidenza fu affidata a Lenin.
Nel dicembre 1917, il nuovo governo rivoluzionario firmò con la Germania l'armistizio e di Brest-Litovsk, ponendo fine alla partecipazione russa alla prima guerra mondiale.
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| Trotzkij |
Il 24 ottobre 1917 le guardie rosse e i soldati occuparono i punti chiave della città e accerchiarono il Palazzo d'Inverno, sede del governo, dove erano riuniti i ministri, ad eccezione di Kerenskij, fuggito in tempo.
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| Lenin |
Venne formato un governo, denominato Soviet dei Commissari del Popolo, la cui presidenza fu affidata a Lenin.
Nel dicembre 1917, il nuovo governo rivoluzionario firmò con la Germania l'armistizio e di Brest-Litovsk, ponendo fine alla partecipazione russa alla prima guerra mondiale.
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La Rivoluzione Russa (6di10)
LENIN E' COSTRETTO A FUGGIRE IN FINLANDIA
L'esercito russo stava sfaldandosi progressivamente ed inesorabilmente. La propafanda bolscevica faceva sempre più seguaci anche presso i soldati. Gli ammutinamenti dei reparti di terra e di mare si succedevano senza tregua, i soldati fraternizzavano con il nemico, abbandonavano le loro posizioni e tornavano a casa.
Nel mese di luglio il governo provvisorio dovette fronteggiare un tentativo insurrezionale bolscevico. Intanto nelle campagne la rivolta contadina si estendeva a macchia d'olio e in diversi luoghi, come in Siberia, vennero attaccate anche le proprietà dei conventi. A Mosca i soldati della guardia, fedeli al governo, repressero il movimento e devastarono l'ufficio del partito bolscevico, la redazione della tipografia del giornale Pravda. Lenin fu costretto a fuggire in Finlandia, dove rimase nascosto fino ai primi di ottobre. Ormai il governo Kerenskij non era più in grado di fronteggiare la situazione: il collasso enomico del Paese, la crisi militare al fronte, la propaganda sovversiva che teneva in continua agitazione fabbriche e campagne congiuravano contro ogni suo tentativo di governare. Lenin se ne rese conto e dal suo esilio finlandese continuò ad incitare alla rivolta.
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| Lenin legge Pravda |
Nel mese di luglio il governo provvisorio dovette fronteggiare un tentativo insurrezionale bolscevico. Intanto nelle campagne la rivolta contadina si estendeva a macchia d'olio e in diversi luoghi, come in Siberia, vennero attaccate anche le proprietà dei conventi. A Mosca i soldati della guardia, fedeli al governo, repressero il movimento e devastarono l'ufficio del partito bolscevico, la redazione della tipografia del giornale Pravda. Lenin fu costretto a fuggire in Finlandia, dove rimase nascosto fino ai primi di ottobre. Ormai il governo Kerenskij non era più in grado di fronteggiare la situazione: il collasso enomico del Paese, la crisi militare al fronte, la propaganda sovversiva che teneva in continua agitazione fabbriche e campagne congiuravano contro ogni suo tentativo di governare. Lenin se ne rese conto e dal suo esilio finlandese continuò ad incitare alla rivolta.
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La Rivoluzione Russa (5di10)
LENIN RIVENDICA IL POTERE AI SOVIET
Il governo di Kerenskij, appoggiato dai liberali e dai moderati, intendeva attuare una politica graduale di riforme, operare una trasformazione costituzionale simile a quella avvenuta negli altri Stati Europei e continuare la guerra a fianco dell'Intesa. Kerenskij era contrario ai progetti rivoluzionari del partito boscevico, che proponeva una radicale riforma agraria, la soppressione di ogni forma di foverno parlamentare-costituzionale e la fine della guerra come condizioni iniziali per la realizzazione del socialismo.
L'azione di governo Kerenskij fu perciò attivamente contrastata dai soviet, cordinati e organizzati dai membri del partito bolscevico, l cui programma fu sintetizzato da Lenin nelle cosiddette Tesi del 4 aprile. Con esse Lenin chiese al proletariato di abbatere il governo provvisorio e di affidare l'intero potere ai soviet. Invitò poi i contadini ad appropiarsi con forza delle terre e propose di chiamare il futuro partito dei boscevichi con il nome di Partito Comunista.
I menscevichi e anche una parte dei boscevichi non accettarono, anzi ritennero illusorie le tesi di Lenin. Gli rinfacciarono di parlare come un pazzo in preda al delirio, di non conoscere la reale situazione della Russia, essendo da tempo lontano. Ma Lenin era invece convinto che il proseguimento della guerra, con la sua opera di logoramento, avrebbe creato inevitabilmente le premesse per realizzare il suo programma rivoluzionario.
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| Lenini fa il discorso dai Soviet |
L'azione di governo Kerenskij fu perciò attivamente contrastata dai soviet, cordinati e organizzati dai membri del partito bolscevico, l cui programma fu sintetizzato da Lenin nelle cosiddette Tesi del 4 aprile. Con esse Lenin chiese al proletariato di abbatere il governo provvisorio e di affidare l'intero potere ai soviet. Invitò poi i contadini ad appropiarsi con forza delle terre e propose di chiamare il futuro partito dei boscevichi con il nome di Partito Comunista.
I menscevichi e anche una parte dei boscevichi non accettarono, anzi ritennero illusorie le tesi di Lenin. Gli rinfacciarono di parlare come un pazzo in preda al delirio, di non conoscere la reale situazione della Russia, essendo da tempo lontano. Ma Lenin era invece convinto che il proseguimento della guerra, con la sua opera di logoramento, avrebbe creato inevitabilmente le premesse per realizzare il suo programma rivoluzionario.
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