sabato 25 aprile 2015

I nuovi venuti

L'impero romano ha iniziato la sua fase discendente, a cui poi è seguito il collasso, il 9 agosto del 378 dopo Cristo con la sconfitta di Adrianopoli a mano dei Goti e dei loro alleati.
La Storia non sempre si ripete, ma ha spesso forti attinenze con il passato. Quello che è successo allora all'Europa romana con l'afflusso incontrollato dei cosiddetti "barbari" da Oriente, potrebbe avvenire oggi alla UE con un'invasione da Sud. Oggi, come allora, la gestione di questi giganteschi esodi è detta "umanitaria". I Goti erano in fuga terrorizzati dall'avanzare degli Unni e chiesero ai Romani di poter varcare il Danubio, confine naturale dell'impero. Dopo qualche settimana, a seguito della decisione dell'imperatore Valente che promise oltre ai soccorsi umanitari anche casa e lavoro, i Romani acconsentirono ad accogliere i Goti, questo in realtà soprattutto per motivi venali. Vedevano infatti nei "barbari" nuovi schiavi per le loro terre, mercenari da inserire nel loro esercito come carne da cannone, manodopera a basso costo da sfruttare. L'accoglienza dei Goti nell'impero era subordinata alla possibilità di nutrirli, quindi all'arrivo di derrate alimentari da Roma che però si perdevano lungo il percorso grazie a funzionari corrotti. L'affluenza iniziale, in qualche modo regolamentata con l'identificazione dei nuovi venuti, si trasformò ben presto in una rotta incontrollabile. Erano troppi. I Goti affamati e isolati in accampamenti di fortuna capirono che alle promesse non sarebbero seguiti i fatti e ben presto si ribellarono e si organizzarono fino a creare un vero e proprio esercito. Uno storico romano, Ammiano Marcellino, riporta nelle sue memorie che i Goti erano una "plebs truculenta e ci si dava un gran da fare perché non rimanesse indietro nemmeno uno di quelli che avrebbero sovvertito lo Stato romano; nemmeno i moribondi lasciavano indietro". Insomma, il nemico in casa con l'aiuto dell'esercito romano fino ad Adrianopoli. Il grande flusso migratorio dall'Africa e dal Medio Oriente, un vaso di Pandora creato dalle guerre esportate dagli USA e dall'Europa per affermare la democrazia (sic), quando si arresterà? E come si arresterà? La UE reggerà a un futuro esodo di massa di milioni di persone? Ci sarà in alcuni Paesi un Partito islamico di maggioranza? L'ISIS aprirà delle ambasciate a Roma e a Berlino?
Trentadue anni dopo Adrianopoli, Il 24 agosto 410, avvenne il Sacco di Roma condotto dai Visigoti di Alarico I.

domenica 12 aprile 2015

La Rivoluzione Russa (8di10)

SI CONSOLIDA IL POTERE DEI SOVIET

Riunione del Soviet di Pietrogrado, 1917.
Il nuovo governo emanò subito una serie di decreti destinati a cambiare il volto della Russia e a separarla nettamente dalle tradizioni della democrazia occidentale. Venne abolita la proprietà privata della terra, che i Soviet locali dovevano distribuire a chi la lavorara; le fabbriche furono poste sotto controllo degli operai; vennero istituiti i tribunali del popolo, a cui venne affidata l'amministrazione della giustizia; tutte le banche furno nazionalizzate; la Chiesa fu separata dello Stato; la libertà di stampa fu fortemente limitata. In seguito, il 10 luglio 1918, gli organi del partito divennero organi dello Stato con la proclamazione della Repubblica Socialista Federativa Sovietica.

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La Rivoluzione Russa (7di10)

NELL'OTTOBRE 1917 SCOPPIA LA RIVOLUZIONE BOLSCEVICA

Trotzkij
Il 10 ottobre Lenin rientrò a Pietroburgo ed espose le sue idee per una rapida azione rivoluzionaria. Il 12 venne costituito un Comitato militare rivoluzionario, la cui presidenza fu affidata a Trotzkij e di cui faceva parte anche Stalin, redattore capo della Pravda. Il comitato disponeva di circa 12.000 guardie rosse e 30.000 soldati. Le armi erano state fornite dagli operai delle indutrie belliche.
Il 24 ottobre 1917 le guardie rosse e i soldati occuparono i punti chiave della città e accerchiarono il Palazzo d'Inverno, sede del governo, dove erano riuniti i ministri, ad eccezione di Kerenskij, fuggito in tempo.
Lenin
Il palazzo fu invaso e i ministri arrestati.
Venne formato un governo, denominato Soviet dei Commissari del Popolo, la cui presidenza fu affidata a Lenin.
Nel dicembre 1917, il nuovo governo rivoluzionario firmò con la Germania l'armistizio e di Brest-Litovsk, ponendo fine alla partecipazione russa alla prima guerra mondiale.


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La Rivoluzione Russa (6di10)

LENIN E' COSTRETTO A FUGGIRE IN FINLANDIA

Lenin legge Pravda
L'esercito russo stava sfaldandosi progressivamente ed inesorabilmente. La propafanda bolscevica faceva sempre più seguaci anche presso i soldati. Gli ammutinamenti dei reparti di terra e di mare si succedevano senza tregua, i soldati fraternizzavano con il nemico, abbandonavano le loro posizioni e tornavano a casa.
Nel mese di luglio il governo provvisorio dovette fronteggiare un tentativo insurrezionale bolscevico. Intanto nelle campagne la rivolta contadina si estendeva a macchia d'olio e in diversi luoghi, come in Siberia, vennero attaccate anche le proprietà dei conventi. A Mosca i soldati della guardia, fedeli al governo, repressero il movimento e devastarono l'ufficio del partito bolscevico, la redazione della tipografia del giornale Pravda. Lenin fu costretto a fuggire in Finlandia, dove rimase nascosto fino ai primi di ottobre. Ormai il governo Kerenskij non era più in grado di fronteggiare la situazione: il collasso enomico del Paese, la crisi militare al fronte, la propaganda sovversiva che teneva in continua agitazione fabbriche e campagne congiuravano contro ogni suo tentativo di governare. Lenin se ne rese conto e dal suo esilio finlandese continuò ad incitare alla rivolta.

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La Rivoluzione Russa (5di10)

LENIN RIVENDICA IL POTERE AI SOVIET

Lenini fa il discorso dai Soviet
Il governo di Kerenskij, appoggiato dai liberali e dai moderati, intendeva attuare una politica graduale di riforme, operare una trasformazione costituzionale simile a quella avvenuta negli altri Stati Europei e continuare la guerra a fianco dell'Intesa. Kerenskij era contrario ai  progetti rivoluzionari del partito boscevico, che proponeva una radicale riforma agraria, la soppressione di ogni forma di foverno parlamentare-costituzionale e la fine della guerra come condizioni iniziali per la realizzazione del socialismo.
L'azione di governo Kerenskij fu perciò attivamente contrastata dai soviet, cordinati e organizzati dai membri del partito bolscevico, l cui programma fu sintetizzato da Lenin nelle cosiddette Tesi del 4 aprile. Con esse Lenin chiese al proletariato di abbatere il governo provvisorio e di affidare l'intero potere ai soviet. Invitò poi i contadini ad appropiarsi con forza delle terre e propose di chiamare il futuro partito dei boscevichi con il nome di Partito Comunista.
I menscevichi e anche una parte dei boscevichi non accettarono, anzi ritennero illusorie le tesi di Lenin. Gli rinfacciarono di parlare come un pazzo in preda al delirio, di non conoscere la reale situazione della Russia, essendo da tempo lontano. Ma Lenin era invece convinto che il proseguimento della guerra, con la sua opera di logoramento, avrebbe creato inevitabilmente le premesse per realizzare il suo programma rivoluzionario.

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sabato 11 aprile 2015

La Rivoluzione Russa (4di10)

A CAPO DELLA NUOVA REPUBBLICA RUSSA VIENE POSTO IL MENSCEVICO KERENSKIJ

Alexander Kerensky
Agli avvenimenti che avevano portato alla fine del potere degli Zar aveva partecipato attivamente il partito boscevico, guidato da Lenin (in esilio in Svizzera), che ritenne fosse giunto il momento per attuare in Russia la rivoluzione socialista.
L'azione rivoluzionaria del partito bolscevico avvenne sopratutto attraverso i soviet, assemblee formate da operai, contadini e soldati, che fecero la loro comparsa per la prima volta a Pietroburgo durante gli scioperi e le dimostrazioni del 1905.
Il ritorno di Lenin alla stazione di Pietroburgo

Dopo l'abdicazione di Nicola II e il rifiuto del fratello Michele di accettare la corona, la Russia era ormai diventata una repubblica. Si formò quindi un governo provvisorio, a caopo del quale fu posto il socialista menscevico Alexander Kerensky. La sera del 3 aprile giunse però alla stazione di Pietroburgo Lenin, che , con la complicità interessata dalle autorità tedesche, aveva potuto lasciare la Svizzera e attraversare la Germania per ritornare in patria.


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La Rivoluzione Russa (3di10)

NEL 1917 SCOPPIA UN'INSURREZIONE DI OPERAI E SOLDATI

Nicola II nei giorni successivi l'abdicazione
Con lo scoppio della guerra, tutte queste difficoltà si aggravarono a causa della debolezza economica dello Stato Russo e dalla sua scarsa organizzazione e preparazione militare. Le granvi sconfitte della Russia nel 1915 e l'avanzata tedesca resero ancora più acuta la crisi economica ed eccitarono ancora di più gli animi in seguito al vertiginoso aumento di prezzi.
Il  13 febbraio 1917 a Pietroburgo, si tenne una imponente manifestazione alla quale parteciparano ventimila operai. Lo sciopero e le manifestazioni si estesero nei giorni seguenti : operai e soldati in cominciarono per la prima volta a minifestare insieme. Il 27 febbraio  l'insurrezione operaia e la rivolta dei soldati diventarono una cosa sola. Nicola II tentò di salvare le sorti della dinastia ingrave pericolo, abdicò a favore del fratello Michele, il quale però di fronte ad una situazione così compromessa, rinunciò alla corona.