domenica 14 giugno 2015

La storia di Antonella Russo

Antonella Russo
Antonella Russo (Solofra, 12 giugno 1984 – Solofra, 20 febbraio 2007) è stata una studentessa italiana, uccisa per difendere la madre e per questo decorata con la medaglia d'oro al valor civile alla memoria.

Nacque a Solofra (Avellino) il 12 giugno 1984, seconda figlia di Francesco e Lucia De Stefano. All'età di 14 anni perse il padre, a cui era molto legata, per un infarto e si attaccò ancor di più alla figura materna. Questo le diede la forza per affrontare al meglio soprattutto gli studi. Si diploma con ottimi voti in un istituto ad indirizzo turistico e si iscrive all'Università degli Studi di Salerno presso la facoltà di Lingue e Letterature straniere indirizzo turismo culturale, ottenendo di pari passo ottimi voti durante le varie sessioni d'esame. La sua tesi preparatoria fu incentrata sul turismo culturale in Francia. Inoltre in tale periodo ha anche piccole esperienze di lavoro.

Mc 4,26-34 È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.

In quel tempo, Gesù diceva: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».
Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».
Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

sabato 6 giugno 2015

Mc 14,12-16.22-26 Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

Il dopoguerra in Europa (4di13)

Lloyd Geroge Premier Inglese
PER L'INGHILTERRA SI CONCLUDE UNA SECOLARE EGEMONIA POLITICA ED ECONOMICA SUL MONDO

Alla fine della guerra, la lunga egemonia economica e politica dell'Inghilterra sul resto del mondo dovette cedere il passo alla giovane potenza degli Stati Uniti.
L'Inghilterra, inoltre, subì un altro duro colpo, perché le nuove fonti energetiche (petroli ed elettricità) avevano ormai sostituito il carbone, di cui l'isola britannica era grande esportatrice. Ciò provocò una forte disoccupazione ed agitazioni operaie.
Accanto a queste difficoltà economiche, il governo britannico dovette affrontare altri due problemi non meno scottanti: la questione irlandese e le agizioni nelle coloni.
Nel 1921, in seguito alla violenta ripresa delle agitazioni in Irlanda, il primo ministro Lloyd Geroge, per evitare la guerra civile, decise di raggiungere un accordo con il movimento indipendista. Sulla base di tale accordo la vicina isola, a mggioranza cattolica, ottenne una sostaziale indipendenza dalla corona inglese, confermata poi nel 1937 con la nascita della Repubblica d'Irlanda (Eire), con l'eccezionde per la parte settentrionale, l'Ulster, a prevalenza protestante che rimase unita alla Gran Bretagna.
Gandhi
Come conseguenza diretta dell'agitazioni scoppiate nelle colonie, il governo inglese riconobbe l'Egitto come regno indipendete, riservandosi tottavia di mantenere il Canale di Suez sotto il proprio diretto controllo, per via dell'importanza strategica ed economica.
Nello stesso periodo un'ondata di agitazioni antinglesi investì anche l'India, dove il Mahatma (Grande anima) Gandhi incominciò una lotta non violenta per ottenere la completa indipendenza del suo Paese, che fu raggiunta solo nel 1948.

Il dopoguerra in Europa (3di13)

La svalutazione della moneta
INFLAZIONE E DISOCCUPAZIONE DILAGANO IN TUTTA EUROPA

Questa situazione generò nei mercati di tutta Europa scarsità di merci, un aumento incredibile dei prezzi e una continua diminuzione del valore della moneta (inflazione). La carta moneta circolava in qunatità sempre maggiore, in modo incontrollato, ma con un potere d'acquisto scarsissimo a causa del continuo aumento dei prezzi.
All'inflazione si aggiunse la disoccupazione che interessò in modo particolare milioni di reduci che, tornati dalla guerra alla vita civile dopo anni trascorsi in trincea, non riuscirono a trovare lavoro nei settori produttivi colpiti dalla crisi economica.
Questi due mali, inflazione e disoccupazione, dilagarono in tutto il continente europeo, senza che i governi riuscissero a trovare soluzioni in grado di sanarli.

venerdì 5 giugno 2015

Il dopoguerra in Europa (2di13)

Contadini
L'INDUSTRIA ATTRAVERSA GRAVI DIFFICOLTA'

Terminata la guerra, molte industrie, che durante il conflitto avevano lavorato a pieno ritmo per la produzione di materiale bellico, si trovarono improvvisamente senza commesse e con il difficile problema di rinconvertire gli impianti per riprendere la normale produzione dei beni per la popolazione civile.
Solo poche industrie  riuscirono ad evitare la chiusura ed il fallimento e per alcuni anni, in gran parte degli Stati europei, non fu possibile ritornare ai livelli produttivi del periodo precedente il 1914. Anche l'agricoltura era in un profondo stato di crisi ed in alcune zone dell'Europa centrale la produzione agricola fu ripresa dopo anni di abbandono. A tutte queste difficoltà si aggiunse il peso dei debiti che gli Stati europei impegnati nella guerra avevano contratto con gli Stati Uniti. Alla fine della guerra, l'Europa aveva nei confronti degli Stati Uniti deviti per ben 10 milioni di dollarai ed inoltre aveva continuamente bisogno di approvvigionamenti alimentari (cereali) ed energetici (petrolio), che gli Stati Uniti potevano offrire.
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Il dopoguerra in Europa (1di13)

L'EUROPA DEL DOPO GUERRA CONOSCE GRANDI MUTAMENTI ECONOMICI E SOCIALI

La grande guerra del 1914-18 non aveva causato solo milioni di morti e distruzioni. Alla fine della guerra, dopo che a Varsailles furono firmati i trattati di pace, la situazione europea e mondiale non poteva tornare come prima. Troppe cose erano mutate, per i caratteri stessi della guerra, che aveva coinvolto enormi eserciti e intere popolazioni civili: importanti trasformazioni si erano verificate nella mentalità, nella vita economica e sociale, nella vita politica, nei rapporti fra gli Stati. La Vecchia Europa era uscita dalla guerra profondamente divisa e con le economie divorate dall'inflazione; inoltre, le nuove potenze extraeuropee (Stati Uniti e Giappone) erano entrate protagoniste sulla scena politica mondiale.
Cominciò allora il periodo lungo e tormentato del dopoguerra, caratterizzato in tutta Europa da avvenimenti importantissimi:
  • le grandi crisi economiche a sfondo mondiale
  • la crisi delle istituzioni e dei regimi liberali
  • l'irrompere dei grandi partiti di massa sulla scena politica
  • le ripercussioni della rivoluzione russa all'interno dei pariti e dei movimenti socialisti e nella politica degli Stati europei
  • la nascita dei regimi totalitari (fascismo, nazismo e comunisco)

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