Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
sabato 6 giugno 2015
Il dopoguerra in Europa (4di13)
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| Lloyd Geroge Premier Inglese |
Alla fine della guerra, la lunga egemonia economica e politica dell'Inghilterra sul resto del mondo dovette cedere il passo alla giovane potenza degli Stati Uniti.
L'Inghilterra, inoltre, subì un altro duro colpo, perché le nuove fonti energetiche (petroli ed elettricità) avevano ormai sostituito il carbone, di cui l'isola britannica era grande esportatrice. Ciò provocò una forte disoccupazione ed agitazioni operaie.
Accanto a queste difficoltà economiche, il governo britannico dovette affrontare altri due problemi non meno scottanti: la questione irlandese e le agizioni nelle coloni.
Nel 1921, in seguito alla violenta ripresa delle agitazioni in Irlanda, il primo ministro Lloyd Geroge, per evitare la guerra civile, decise di raggiungere un accordo con il movimento indipendista. Sulla base di tale accordo la vicina isola, a mggioranza cattolica, ottenne una sostaziale indipendenza dalla corona inglese, confermata poi nel 1937 con la nascita della Repubblica d'Irlanda (Eire), con l'eccezionde per la parte settentrionale, l'Ulster, a prevalenza protestante che rimase unita alla Gran Bretagna.
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| Gandhi |
Nello stesso periodo un'ondata di agitazioni antinglesi investì anche l'India, dove il Mahatma (Grande anima) Gandhi incominciò una lotta non violenta per ottenere la completa indipendenza del suo Paese, che fu raggiunta solo nel 1948.
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Il dopoguerra in Europa (3di13)
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| La svalutazione della moneta |
Questa situazione generò nei mercati di tutta Europa scarsità di merci, un aumento incredibile dei prezzi e una continua diminuzione del valore della moneta (inflazione). La carta moneta circolava in qunatità sempre maggiore, in modo incontrollato, ma con un potere d'acquisto scarsissimo a causa del continuo aumento dei prezzi.
All'inflazione si aggiunse la disoccupazione che interessò in modo particolare milioni di reduci che, tornati dalla guerra alla vita civile dopo anni trascorsi in trincea, non riuscirono a trovare lavoro nei settori produttivi colpiti dalla crisi economica.
Questi due mali, inflazione e disoccupazione, dilagarono in tutto il continente europeo, senza che i governi riuscissero a trovare soluzioni in grado di sanarli.
venerdì 5 giugno 2015
Il dopoguerra in Europa (2di13)
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| Contadini |
Terminata la guerra, molte industrie, che durante il conflitto avevano lavorato a pieno ritmo per la produzione di materiale bellico, si trovarono improvvisamente senza commesse e con il difficile problema di rinconvertire gli impianti per riprendere la normale produzione dei beni per la popolazione civile.
Solo poche industrie riuscirono ad evitare la chiusura ed il fallimento e per alcuni anni, in gran parte degli Stati europei, non fu possibile ritornare ai livelli produttivi del periodo precedente il 1914. Anche l'agricoltura era in un profondo stato di crisi ed in alcune zone dell'Europa centrale la produzione agricola fu ripresa dopo anni di abbandono. A tutte queste difficoltà si aggiunse il peso dei debiti che gli Stati europei impegnati nella guerra avevano contratto con gli Stati Uniti. Alla fine della guerra, l'Europa aveva nei confronti degli Stati Uniti deviti per ben 10 milioni di dollarai ed inoltre aveva continuamente bisogno di approvvigionamenti alimentari (cereali) ed energetici (petrolio), che gli Stati Uniti potevano offrire.
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Il dopoguerra in Europa (1di13)
L'EUROPA DEL DOPO GUERRA CONOSCE GRANDI MUTAMENTI ECONOMICI E SOCIALILa grande guerra del 1914-18 non aveva causato solo milioni di morti e distruzioni. Alla fine della guerra, dopo che a Varsailles furono firmati i trattati di pace, la situazione europea e mondiale non poteva tornare come prima. Troppe cose erano mutate, per i caratteri stessi della guerra, che aveva coinvolto enormi eserciti e intere popolazioni civili: importanti trasformazioni si erano verificate nella mentalità, nella vita economica e sociale, nella vita politica, nei rapporti fra gli Stati. La Vecchia Europa era uscita dalla guerra profondamente divisa e con le economie divorate dall'inflazione; inoltre, le nuove potenze extraeuropee (Stati Uniti e Giappone) erano entrate protagoniste sulla scena politica mondiale.
Cominciò allora il periodo lungo e tormentato del dopoguerra, caratterizzato in tutta Europa da avvenimenti importantissimi:
- le grandi crisi economiche a sfondo mondiale
- la crisi delle istituzioni e dei regimi liberali
- l'irrompere dei grandi partiti di massa sulla scena politica
- le ripercussioni della rivoluzione russa all'interno dei pariti e dei movimenti socialisti e nella politica degli Stati europei
- la nascita dei regimi totalitari (fascismo, nazismo e comunisco)
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sabato 2 maggio 2015
La Rivoluzione Russa (10di10)
LA NUOVA POLITICA ECONOMICA DI LENIN
Una volta eliminati i pericoli di una controrivoluzione, Lenin impostò un programma per risolvere il problema della ripresa economica dell Russia, concedendo una certa liberalizzazione del mercato agricolo e un certo respiro all'iniziativa privata, che aveva pagao lo scotto più caro al comunismo di guerra.
Nacque così la N.E.P. (Nuova Politica Economica), che non si proponeva nessun obbiettivo rivoluzionario, ma cercava di introdurre all'interno dell'economia socialista alcuni elementi dell'economia di mercato. Lo Stato avrebbe continuato a controllare lo sviluppo economico, ma, al tempo stesso, avrebbe consentito una certa libertà nell'attività agricola e nell'iniziativa privata. Ai piccoli proprietari contadini vennero imposte tasse meno pesanti; la piccola industria potè svilupparsi e fu consentita una certà libertà di commercio. Il periodo di N.E.P. (1921-1928) fu caratterizzato anche da altre iniziative di governo, come la lotta contro l'analfabetismo, diffusissimo in Russia degli Zar, e la creazione dell'organizzazione sanitaria ed assistenziale che fu estesa a tutta la Russia.
Lenin però non riuscì a vedere realizzato il suo programma. Dopo appena due anni dall'inizio del nuovo corso economico (1924), dopo una lunga malattia, colui che era stato l'artefice della più sconvolgente rivoluzione socialista di tutti i tempi moriva. La sua era stata un'operazione chirurgica violenta, condotta sul corpo di un Paese esangue, sfiancato da una guerra costosissima, con piaghe antichissime, come quella della grande povertà dei contadini, con un capitalismo molto fragile.
Lenin, da marxista di ferro come si ritenne, aveva sperato che la sua rivoluzione avrebbe trovato adepti nel proletariato di tutto il mondo. Adesioni, influenze, collaborazioni ci furono, ma la rivoluzione mondiale non si verificò.
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Una volta eliminati i pericoli di una controrivoluzione, Lenin impostò un programma per risolvere il problema della ripresa economica dell Russia, concedendo una certa liberalizzazione del mercato agricolo e un certo respiro all'iniziativa privata, che aveva pagao lo scotto più caro al comunismo di guerra.
Nacque così la N.E.P. (Nuova Politica Economica), che non si proponeva nessun obbiettivo rivoluzionario, ma cercava di introdurre all'interno dell'economia socialista alcuni elementi dell'economia di mercato. Lo Stato avrebbe continuato a controllare lo sviluppo economico, ma, al tempo stesso, avrebbe consentito una certa libertà nell'attività agricola e nell'iniziativa privata. Ai piccoli proprietari contadini vennero imposte tasse meno pesanti; la piccola industria potè svilupparsi e fu consentita una certà libertà di commercio. Il periodo di N.E.P. (1921-1928) fu caratterizzato anche da altre iniziative di governo, come la lotta contro l'analfabetismo, diffusissimo in Russia degli Zar, e la creazione dell'organizzazione sanitaria ed assistenziale che fu estesa a tutta la Russia.
Lenin però non riuscì a vedere realizzato il suo programma. Dopo appena due anni dall'inizio del nuovo corso economico (1924), dopo una lunga malattia, colui che era stato l'artefice della più sconvolgente rivoluzione socialista di tutti i tempi moriva. La sua era stata un'operazione chirurgica violenta, condotta sul corpo di un Paese esangue, sfiancato da una guerra costosissima, con piaghe antichissime, come quella della grande povertà dei contadini, con un capitalismo molto fragile.
Lenin, da marxista di ferro come si ritenne, aveva sperato che la sua rivoluzione avrebbe trovato adepti nel proletariato di tutto il mondo. Adesioni, influenze, collaborazioni ci furono, ma la rivoluzione mondiale non si verificò.
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venerdì 1 maggio 2015
La Rivoluzione Russa (9di10)
IL NUOVO POTERE SOVIETICO REPRIME OPPOSITORI ESTERNI ED INTERNI
Per difendere la rivoluzione e la "dittatura del proletariato" Lenin condusse una lotta serrata contro tutti i nemici esterni ed interni. Furono prese misure estreme, come la creazione di una Commissione straordinaria (Ceka), che istaurò in Russia un vero e proprio terrore rosso contro la borghesia e tutti coloro che ostacolavano l'azione di governo rivoluzionario. Furono anche attuate decisioni drastiche in campo economico (Comunismo di guerra), che prevedevano il controllo assoluto dello Stato su tutta la produzione agricola ed industriale.
Nel 1921, dopo lunghi e violentissimi scontri caratterizzati da crudeltà reciproche fra l'Armata Rossa rivoluzionaria e l'Armata Bianca (composta dalle forze antisovietiche), il pericolo di una invasione estrena fu eliminato. Anche il rischio di una controrivoluzione all'interno da parte degli oppositori politici era stao scongiurato frazie alla dura politica repressiva instaurata dal Lenin.
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Per difendere la rivoluzione e la "dittatura del proletariato" Lenin condusse una lotta serrata contro tutti i nemici esterni ed interni. Furono prese misure estreme, come la creazione di una Commissione straordinaria (Ceka), che istaurò in Russia un vero e proprio terrore rosso contro la borghesia e tutti coloro che ostacolavano l'azione di governo rivoluzionario. Furono anche attuate decisioni drastiche in campo economico (Comunismo di guerra), che prevedevano il controllo assoluto dello Stato su tutta la produzione agricola ed industriale.
Nel 1921, dopo lunghi e violentissimi scontri caratterizzati da crudeltà reciproche fra l'Armata Rossa rivoluzionaria e l'Armata Bianca (composta dalle forze antisovietiche), il pericolo di una invasione estrena fu eliminato. Anche il rischio di una controrivoluzione all'interno da parte degli oppositori politici era stao scongiurato frazie alla dura politica repressiva instaurata dal Lenin.
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